Pensa con i sensi - senti con la mente. L’arte al presente è il bel titolo della 52. Esposizione Internazionale d’Arte – Biennale di Venezia- inaugurata il 10 giugno ’07 fino al 21 novembre e sostiene su di sé grandi numeri; la “Grande Dame” ha infatti circa 112 anni portati molto bene e sono 77 i paesi che vi partecipano, numero mai raggiunto fino ad ora, sparsi in tutta la città con il centro all’Arsenale e ai Giardini, e comprendono paesi come l’Africa e la Turchia assolutamente al di fuori dei soliti stereotipi che potrebbero caratterizzarle, mostrando infatti di sé la propria arte contemporanea.
Novità del Direttore della 52. Biennale, il curatore e critico americano Robert Storr è anche il Padiglione Venezia con i suoi grandi artisti veneti tra cui Emilio Vedova. Ed ecco che la città soleggiata nei primi giorni di giugno, unica e solidamente Italiana diventa straordinariamente contemporanea e molto americana, ma accetta di buon grado questo ritratto e va verso la corrente vestendosi a festa, con grandi palazzi che si colorano di drappi bordeaux cadenti dalle finestre trifore e che ospitano grandi mostre, mentre nelle calli e campielli ogni tanto s’incontrano opere di importanti artisti contemporanei. Quest’anno il Leone d’oro alla carriera è andato all’artista fotografo Malick Sidibé, originario del Mali, e così l’arte si rilegge.

Malick Sidibé
Entrare e uscire dai padiglioni delle nazioni è un po’come viaggiare e “saltare”sul globo terrestre, perché in ogni padiglione si racchiude un paese e con esso il suo prodotto artistico generato dai suoi uomini. I più interessanti sono il Padiglione Venezuela, Austria con le grandi tele di Herbert Brandl, quello francese di Sophie Calle dal titolo Abbia cura di sé, frase finale di una lettera di un rifiuto che l’artista ricevette e che ha fatto leggere e interpretare a centosette donne dal punto di vista dei loro mestieri. Il Padiglione Statunitense è un tributo all’arte intimista e silenziosa di Felix Gonzalez-Torrez che punta ad interagire con lo spettatore tramite i suoi tappeti di caramelle fatte per essere raccolte e mangiate, corrispondenti al peso del proprio corpo.
Splendidi sono sei grandi quadri quadrati del maestro Gerard Richter al Padiglione Italia ai Giardini, tra cui Cage 6, casualità ed erudizione insieme ad un omaggio alla musica.

Gerard Richter Cage 6
I paesi orientali, soprattutto il padiglione Cinese e quello Coreano sono affascinanti e lontani, mentre il tema sempre presente della guerra e forse esageratamente proposto, ha avuto più sentita rappresentazione nella fotografia italiana di Gabriele Basilico con Beirut 1991, nel video di Paolo Canevari, Bouncing skull, uno scorcio di un quartiere abbandonato di Belgrado con un ragazzo che palleggia, in silenzio, con una palla a forma di teschio, e anche nel film Last Riot del Padiglione Russo, storia di una battaglia tutti-contro-tutti.
All’Arsenale non lontano dai Giardini si trova il nuovo Padiglione Italia curato da Ida Gianelli che accoglie gli odori e le visioni delle opere di Giuseppe Penone, scultore semplice, profondo, diretto, con Sculture di linfa, una coppia di tronchi di Larice ricoperti di uno strato di pellame aderito sulla corteccia profondamente venata e una stanza completamente ricoperta di cuoio anch’esso con l’impronta dei tronchi dei due alberi mentre il pavimento di marmo di Carrara ha le venature scavate che si percepiscono camminandoci sopra, come su una grande corteccia.

Giuseppe Penone Sculture di linfa
Odori, sensazioni, esperienze tattili dominano la Biennale di Venezia 2007 rievocando l’appropriato titolo scelto dal suo Direttore.
Hyungkoo Lee TheHomoSpecies Korean Pavilion

Tra Oriente e Occidente
venezia biennale 2007
| inviato da
serenart il 5/9/2007 alle 12:31 | |